...Succede sempre, in inverno, una giornata di sole porterà la nebbia.
...La Lontananza Sai...
...Quella volta che non mi feci gli affari miei, o meglio che li feci senza badare al dove.
giovedì 5 novembre 2015
giovedì 29 ottobre 2015
domenica 25 ottobre 2015
domenica 18 ottobre 2015
Bentornata!
Vorrei poter apparire davanti la porta di casa tua con dei fiori e dirti "Bentornata Briciola", darti un bacio, e sparire.
sabato 17 ottobre 2015
Sorpresa!
La bellissima sensazione di ricevere una tua telefonata, così inaspettata, proprio mentre stavo scrivendo di te!
Ero certo che non avresti potuto, neanche volevo pensarci che non ti avrei sentita, quei pochi messaggi che ci siamo scambiati dopo cena li ho presi per oro colato, e non mi aspettavo altro.
Ma te!
Pazza e adorabile Briciola mia che si nasconde per chiamarmi, per sentirmi due minuti, per chiedermi di pensarti, come se servisse!
Me sa che st'anima è tanto persa di accontentarsi delle "briciole" quando invece è lei, la mia dolce bimba a coccolarmi e viziarmi ed io cretino che la càzzio perchè non mi basta mai.
Saprò farmi perdonare ognuna delle mie mancanze.
Buona rientro nella tua città stella mia!
venerdì 9 ottobre 2015
Lettera e parole nel buio
Che sia faticoso oltremodo, Carmela, non è difficile comprenderlo, lo è per me e per te in uguale misura.
E so bene il peso, l'onere che devi portarti addosso.
Ma è bello ciò che sta succedendo, è qualcosa di strano, di mai vissuto per entrambi, con o senza la tua ammissione, le cose nuove che ho sentito sulla pelle senza conoscerne la tua, il sentirmi cercato, il cercare te in ogni modo, ogni momento.
Avere la certezza delle tue sensazioni, a volte emozioni, spesso della tua contentezza, non riesco a vederlo nemmeno velato, ma chiaro, di una limpidezza alpina.
La tremenda sensazione nel lasciarti quella sera, sola in lacrime, quasi singhiozzante, mi ha davvero fatto male dentro. Ho sentito davvero che tieni a me, al nostro strano, delicato, impalpabile, intimo, labile, perverso rapporto, ed ho avuto la forte sensazione che tu mi stia "vivendo" in qualche modo, in un angolo segreto tuo, questo, insieme ad altre cose mi ha fatto pensare tesoro, mi ha fatto capire che tenendo a te in questo modo così forte, credendo di volerti bene, non potevo, e sopratutto non avevo nessun diritto umano nel negarmi a te, in nessun modo.
Sono passati giorni Carmela, tanti, non troppi, lo so, ma tanti da sentirsi vicini, spesso davvero, emozionalmente accanto, tanto quanto ti sento, non assente, non lontana, ma inesistente quando mi manchi.
Sono passati giorni che non ho sentito, scanditi solo dall'aspettarti, dai nostri appuntamenti, giorni colati tra le mani lasciando un'impronta dolce dentro.
Tempo.
Ciò che hai sempre sottolineato, dove mi sono sempre fermato, quello che rispetto ed ho rispettato, quello che servirà, quello che vorrai, sempre.
Bello parlarti, parlarci, bello vederti nascondere tra i cuscini, bello sentirti ridere, prendermi in giro, sentire la Napoli dentro Carmela che batte, un cuore di tamburo, un'anima che sa però, che così la sofferenza che il tempo non potrà mai cancellare non può che amplificarsi davanti a qualcosa che forse esiste, o cerchiamo.
Mi domando, quando non ci sei, quando mi manchi, cosa potrà nascere, se mai nascerà, se se se...
Mi pongo troppe domande, mi faccio troppi problemi, creo, disfo.
Mi domando se davvero sono io strano, se davvero tutto questo non esiste che nella mia mente, nei miei desideri esposti, mi soffermo a cercare di rendere il tutto per come è realmente, irreale, ed il vortice che ti trascina, l'irreale che ti piace, che ti frusta, quindi reale, prepotente.
Le mie affardellate illazioni, l'affanno cercando sintetiche risposte coerenti con questo stato di incoerenza.
Si sono un cane che si morde la coda,
Carmela sei questo per me, tutto questo insieme di sensazioni ti rende ai miei occhi non una persona sola ma uno scenario, che questi occhi persi per te vedono come il più bel paesaggio mai dipinto.
Vorrei chiedermi cosa merito, vorrei sapere se merito una possibilità alternativa, forse dovremmo farlo assieme, chiedercelo.
Nessuna certezza, ma neanche nulla sarà cancellabile di tutto questo,
sulle più inerpicate rocce cresce il fiore che conosco.
Quel fiore sa che conosco il desiderio di essere colto.
mercoledì 7 ottobre 2015
Contemplazione
Una rosa rossa posata sul cuore
Parole sostituite da sospiri
Frasi frementi d'amore senza direMani sapienti d'ardore
Mente affamata di deliri
Incapace di reagire
Bramare le tue labbra dolci
Tempesta che nulla intralci
Semplice sapore di tramonti
Fluente passi e non mi affronti
Mischiare i respiri loquaci ai sensi reclusi
Allontano pensieri di sperato amore
Canto versi di pacato sentore
Con la bocca, ad occhi chiusi
Contrasto
La certezza!
Quella che credevi non poter avere ma che ti stava aspettando quasi infida e contrastante
Il dubbio,
che ti tiene legato e distante
Il calore,
quello delle parole che significano altre parole
La freddezza,
di una parola di distacco
La tenerezza,
che ti pervade facendo cedere argini di grezza pietra
La durezza,
che ti imponi cercando sollievo
Il desiderio,
quello che ti lega ad un'anima nascosta
La sorpresa,
quando conoscerai i miei sensi celati
La certezza,
di un cuore che aspetta te
L'amaro
dolce che consumiamo assieme.
venerdì 2 ottobre 2015
Fusione iniqua
Perso tra migliaia di parole dentro migliaia di pensieri
La sola certezza un cuore che scorda le parole di ieri
Il pensiero che mi vuoi lontano da non poter tendere la mano
solo immaginarti, sguardi negati, Noi bugiardi
Intimamente esposti, reciprocamente nascosti
Perso tra migliaia di parole, dentro migliaia di pensieri
Solo il destino vuole che dimentichi le mie parole di ieri
giovedì 1 ottobre 2015
Quando, non mai.
Fa male, fa male dentro la testa, combattente senza divisa, combattente che per onor non offre la resa.
Tempo negato da chi tempo chiede, fa male nella testa che annienta l'anima.
Le parole che mancavano, sapiente coscienza che ti recinta
Calato in un fusto di melassa, ma in fondo la mia stessa
So che sarò più forte ora
Tempo, un lampo o un mese
Ma io e te saremo qualcosa di reale
Ora, fa meno male.
sabato 26 settembre 2015
"Incontri inattesi"
... Mi ritrovo a scambiare DUE PAROLE con una ragazza il cui profilo di un social risulta addirittura abruzzese!
Non che mi spaventi la distanza, ma avendo già circumnavigato abbastanza mi piacerebbe per una volta conoscere qualcuno che sia davvero dietro l'angolo...
Profilo...un viso...dolce...occhi teneri...un'immagine che trasmette una dolcezza tormentata, gli occhi emanano calore.
Vabbè...sarà abruzzese! Amo il pecorino, le montagne, il freddo inverno del Gran Sasso, le alte colline tappezzate di zafferano, insomma, è così dolce il suo sguardo da fregarmene di dove sia in questo momento, in questo momento guardando quel viso sarebbe lontano anche fosse a cento metri. Come non approfittare di una sua seppur tardiva risposta! Ha addirittura visto un mio messaggio! Un fiore del genere mi ha già solo cullato posando le sue parole su questa finestra bianca.
No! Invece!:
"Ciao Massi! Mi chiamo Carmela, non sono abruzzese, sono di Napoli ma vivo in Calabria!"...io...il silenzio mentale...caduta di spirito...già la vedo, foto falsa, veste nera, baffi..magari incolti, nana e di cento kili!..."La Calabrese"...
Lunga la chiacchierata, tante le risate, tante le mie parole, poche le sue, ma ovvio che sia così...è il maschietto a districarsi cercando di non essere intrusivo, scontato, banale, e magari cordiale, simpatico. Almeno per me.
Dentro la testa però la ripetitiva considerazione di una distanza incolmabile, disorientamento.
Ignori la cosa facilmente nella conversazione scritta, quante volte è capitato di farsi due buone chiacchiere e poi non sia nato nulla, ma comunque la bimba dagli occhi languidi mi fa sorridere, è simpatica, spigliata, anche se sulle sue in modo bello rigido.
Ma a me in fondo non importa, è così lontana da non farmi preoccupare ne di lati caratteriali ne di nulla, solo chiacchiere, e la cosa va bene, ma devo cercare di scinderla dalle immagini del profilo e considerarla solo una piacevole conversazione con una persona molto, molto lontana.
Ne passa di tempo su questa tastiera, ci allisciamo i polpastrelli parlando del piu e del meno, di Napoli sua città natale, della Calabria, del bel mare, delle sfogliatelle e della 'nduja.
Le chiedo del suo lavoro, lei del mio, continuiamo a essere simpatici assieme (simpatici, Calabria lontana, non pensare ad altro!)
E ne passa ancora di tempo, ed un altro po, finchè non pone l'ultimatum..."Io vado, se ti va chiamami"...
Beh! E chi se lo aspettava così...però bene, son curioso di sentirla, la sua voce, dopo tante parole...vabbè...sarebbe uguale, tanto è così lontana, ma quegli occhi dolci...scinderli dal resto...innaturale.
E così comincia una lunga, ma lunga, ma lunga chiacchierata che arriva a contare ore, ed è ancora più piacevole parlarle che scriverle, così, freddamente.
La sua voce mi piace, accompagna bene quegli occhi, quello sguardo, è così che me la immaginavo, suadente e dolce ma decisa, denota carattere, fierezza e tanta napoletanità che non credevo trovare così piacevole in così breve tempo.
Carmela è piacevole da ascoltare anche nel suo poco dire, mi lascia molto spazio per interpretare i suoi silenzi, le sue parole mancanti, e trovo quasi sensuale quel dare poca confidenza a chi in fondo non si conosce.
Ci si sente spesso, la sera, sul tardi, lei comunque lavora, in un bel posto, bel mare, ma lavora, e come tutte le persone che ci tengono ad essere professionali non fa interferire le nostre chiacchiere da "perditempo" con i suoi non pochi impegni.
E comunque alla fine si mostra, "la calabrisella" baffuta in veste nera dalla mia mente sparisce quando la mia dolce Carmela mi manda un paio di foto, Cristo di un Buon Dio!
La bimba è qualcosa di veramente splendido, se associo il viso della foto del profilo alle foto "decapitate" discinta, in pareo, e poi anche senza.
Pelle d'oca! Che gran Gnocca Carmela!
Fatto sta che ci si parla per ore, e non è difficile capire dai suoi toni affievoliti, apparentemente insonnoliti, il desiderio di sentirsi addosso parole dolci, di farsi dondolare da frasi gentili, sentendo di non voler mentire ai suoi sensi, lì diventa arrendevole, si lascia andare, forse smarrita.
Non mi viene difficile, superato l'imbarazzo di pochi istanti, avvicinarmi al suo orecchio per sussurrarle ciò che davvero lei mi infondeva ascoltandola nelle nostre chiacchierate, quella sensazione che stimola a far rimbalzare su lei stessa quella dolcezza che mi ha colpito così tanto, non mi viene difficile neanche allontanarmi sempre più dal mio punto critico, lei è così lontana da me.
Le mie parole la cullano, la accarezzano, le donano quel calore forse sopìto, le fanno forse sentire che sono sincere, lo sono davvero.
Felice nel sapere che questo piace anche a lei, mi riempie di gioia, il sentire di aver potuto appagare almeno per un istante un cuore che volutamente scansa le proprie emozioni, negandosi quell'affetto che ti fa sentire uomo, donna.
Sono teneri momenti dove insieme ci sentiamo forse sollevati da un peso, diverso, ma sono sopratutto momenti che mi stanno dando emozioni che da molto non provavo.
Dovrei essere preso e rinchiuso, Carmela mi ascolta, anche per ore, ma la sua corazza è impenetrabile, Carmela mi parla, ed io sono disarmato e senza difesa, una lotta impari che mi tiene a momenti in una sfera realistica da dove vedo satellitare un'essenza tanto distante da essere diversa da me, incopatibile, solo un istante e con le parole..."anche io ti desidero, ti voglio..."seppur dettate da una infame afa ormonale agostiana, seppur bisbigliate quasi volendole negare, mi proiettano sulle sue labbra.
Le nostre parole si fanno diverse, i toni cambiano, ma sono i sospiri che le rendono diverse, è quel confine tra le dolci tenerezze e la brama di intimo calore, il desiderio di sentirsi addosso l'uno all'altro, assaporando la realtà che sogno.
Le parole si fanno diverse, i sospiri accentuati svelano un piacere quasi perverso, ho sempre tenuto lontano quella fantasia, da webcam, da chat nottambule, le ho sempre giudicate squallide, non appaganti, amplificatori del senso di solitudine, ma in quel momento la mia testa, il mio spirito, tutto il mio ardore era con lei, accanto a Lei, cercando di farle sentire il più possibile a cosa avesse condotto tutto ciò.
Sospirarsi addosso, mandarsi baci come ragazzini inquieti, immaginare insieme piccanti acrobazie ed immaginarsi insieme, potersi guardare negli occhi, lei ha bisogno di fisicità, io ci provo e cerco di farlo nella maniera più dolce e lieve che posso, ma la mia stupida mente va oltre, mette in quelle parole dei pensieri, pericolosi, se ne va per un'altra via.
Quelle cose dette tra due lenzuola, io qui e tu li, sature di un caldo umore, testimoni di minuti di eccitazione e di un attimo di esplosiva appagante felicità, sentirti raggiungere il piacere gemendo silenziosamente come una adolescente nell'intimità della tua stanza, tutto questo avrebbe dovuto portarmi all'orgasmo, mentre invece mi ritrovo con gli occhi lucidi, felice del Suo piacere, perso mentalmente, confuso nei sensi contraddittori, eccitato come da molto non accadeva ma con la tristezza di non averla accanto, di sapere che sarebbe stata sicuramente meglio se io fossi stato con lei, forse, mi piace pensarlo, mentre son certo di quanto la desiderassi io accanto, davvero
Non mi aspetto tanto dal suo tenero lasciarsi andare alle mie parole, e forse inconsciamente so che sarebbe un bene necessario per la mia psiche!
È come se lei accettasse il compromesso, lasciarmele pronunciare concedendomi di ascoltarle.
È qui che comincia la lotta nella mia testa, tutto precipita e si complica, lei li io qui, lontani, sue priorità imprescindibili, responsabilità, doveri, oneri, un grosso macigno che la allontana ancora di più, e se solo sapesse che le sue sole poche nascoste, spesso non dette parole son bastate per togliere il mio cuore dal mio petto e farlo entrare nel suo.
Vorrei non desiderarla così tanto.
Credo di essere pazzo
Lei lo sa, lei ora sa che io sto scrivendo, questo mi imbarazza, mi inibisce, rende le ciò che scrivo più impalpabile, meno vero, tant'è che mi sforzo molto nel cercare di ricordare dettagli e scordare che lei forse un giorno leggerà tutto questo.
Ciò che sto facendo ora è solo mantenere un dettagliato ricordo di ciò che forse un giorno avrò dovuto o avrò voluto dimenticare, magari per forza.
Quel suo modo di fare mi da col tempo modo di pensare che sia un bene che lei stia con i piedi per terra, dopo aver valutato che quella "scissione" proprio non mi viene, e lei non mi ha certo aiutato inconsapevolmente nel cercare di attuarla, io dal canto mio dopo un po ho ceduto ben volentieri ai toni delle sue parole dimenticando l'intento, cominciando così ciò che mi spaventava, mi spaventa.
Mi sono fatto trascinare dai toni pacati, limpidi che accompagnano un'immagine adeguata a quei toni stessi, ho smesso di essere ponderato attento, moderato verso i miei pensieri, volando su spiagge tropicali, vicoli romani, tramonti, tra sorrisi di felicità condivisa, risate smodate prendendosi in giro, sguardi dolci e baci rubati sulla sponda di un fiume tra i boschi, respirando col cuore quel profumo che credi l'essenza del tuo eterno cercare.
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