...Quella volta che non mi feci gli affari miei, o meglio che li feci senza badare al dove.
sabato 26 settembre 2015
"Incontri inattesi"
... Mi ritrovo a scambiare DUE PAROLE con una ragazza il cui profilo di un social risulta addirittura abruzzese!
Non che mi spaventi la distanza, ma avendo già circumnavigato abbastanza mi piacerebbe per una volta conoscere qualcuno che sia davvero dietro l'angolo...
Profilo...un viso...dolce...occhi teneri...un'immagine che trasmette una dolcezza tormentata, gli occhi emanano calore.
Vabbè...sarà abruzzese! Amo il pecorino, le montagne, il freddo inverno del Gran Sasso, le alte colline tappezzate di zafferano, insomma, è così dolce il suo sguardo da fregarmene di dove sia in questo momento, in questo momento guardando quel viso sarebbe lontano anche fosse a cento metri. Come non approfittare di una sua seppur tardiva risposta! Ha addirittura visto un mio messaggio! Un fiore del genere mi ha già solo cullato posando le sue parole su questa finestra bianca.
No! Invece!:
"Ciao Massi! Mi chiamo Carmela, non sono abruzzese, sono di Napoli ma vivo in Calabria!"...io...il silenzio mentale...caduta di spirito...già la vedo, foto falsa, veste nera, baffi..magari incolti, nana e di cento kili!..."La Calabrese"...
Lunga la chiacchierata, tante le risate, tante le mie parole, poche le sue, ma ovvio che sia così...è il maschietto a districarsi cercando di non essere intrusivo, scontato, banale, e magari cordiale, simpatico. Almeno per me.
Dentro la testa però la ripetitiva considerazione di una distanza incolmabile, disorientamento.
Ignori la cosa facilmente nella conversazione scritta, quante volte è capitato di farsi due buone chiacchiere e poi non sia nato nulla, ma comunque la bimba dagli occhi languidi mi fa sorridere, è simpatica, spigliata, anche se sulle sue in modo bello rigido.
Ma a me in fondo non importa, è così lontana da non farmi preoccupare ne di lati caratteriali ne di nulla, solo chiacchiere, e la cosa va bene, ma devo cercare di scinderla dalle immagini del profilo e considerarla solo una piacevole conversazione con una persona molto, molto lontana.
Ne passa di tempo su questa tastiera, ci allisciamo i polpastrelli parlando del piu e del meno, di Napoli sua città natale, della Calabria, del bel mare, delle sfogliatelle e della 'nduja.
Le chiedo del suo lavoro, lei del mio, continuiamo a essere simpatici assieme (simpatici, Calabria lontana, non pensare ad altro!)
E ne passa ancora di tempo, ed un altro po, finchè non pone l'ultimatum..."Io vado, se ti va chiamami"...
Beh! E chi se lo aspettava così...però bene, son curioso di sentirla, la sua voce, dopo tante parole...vabbè...sarebbe uguale, tanto è così lontana, ma quegli occhi dolci...scinderli dal resto...innaturale.
E così comincia una lunga, ma lunga, ma lunga chiacchierata che arriva a contare ore, ed è ancora più piacevole parlarle che scriverle, così, freddamente.
La sua voce mi piace, accompagna bene quegli occhi, quello sguardo, è così che me la immaginavo, suadente e dolce ma decisa, denota carattere, fierezza e tanta napoletanità che non credevo trovare così piacevole in così breve tempo.
Carmela è piacevole da ascoltare anche nel suo poco dire, mi lascia molto spazio per interpretare i suoi silenzi, le sue parole mancanti, e trovo quasi sensuale quel dare poca confidenza a chi in fondo non si conosce.
Ci si sente spesso, la sera, sul tardi, lei comunque lavora, in un bel posto, bel mare, ma lavora, e come tutte le persone che ci tengono ad essere professionali non fa interferire le nostre chiacchiere da "perditempo" con i suoi non pochi impegni.
E comunque alla fine si mostra, "la calabrisella" baffuta in veste nera dalla mia mente sparisce quando la mia dolce Carmela mi manda un paio di foto, Cristo di un Buon Dio!
La bimba è qualcosa di veramente splendido, se associo il viso della foto del profilo alle foto "decapitate" discinta, in pareo, e poi anche senza.
Pelle d'oca! Che gran Gnocca Carmela!
Fatto sta che ci si parla per ore, e non è difficile capire dai suoi toni affievoliti, apparentemente insonnoliti, il desiderio di sentirsi addosso parole dolci, di farsi dondolare da frasi gentili, sentendo di non voler mentire ai suoi sensi, lì diventa arrendevole, si lascia andare, forse smarrita.
Non mi viene difficile, superato l'imbarazzo di pochi istanti, avvicinarmi al suo orecchio per sussurrarle ciò che davvero lei mi infondeva ascoltandola nelle nostre chiacchierate, quella sensazione che stimola a far rimbalzare su lei stessa quella dolcezza che mi ha colpito così tanto, non mi viene difficile neanche allontanarmi sempre più dal mio punto critico, lei è così lontana da me.
Le mie parole la cullano, la accarezzano, le donano quel calore forse sopìto, le fanno forse sentire che sono sincere, lo sono davvero.
Felice nel sapere che questo piace anche a lei, mi riempie di gioia, il sentire di aver potuto appagare almeno per un istante un cuore che volutamente scansa le proprie emozioni, negandosi quell'affetto che ti fa sentire uomo, donna.
Sono teneri momenti dove insieme ci sentiamo forse sollevati da un peso, diverso, ma sono sopratutto momenti che mi stanno dando emozioni che da molto non provavo.
Dovrei essere preso e rinchiuso, Carmela mi ascolta, anche per ore, ma la sua corazza è impenetrabile, Carmela mi parla, ed io sono disarmato e senza difesa, una lotta impari che mi tiene a momenti in una sfera realistica da dove vedo satellitare un'essenza tanto distante da essere diversa da me, incopatibile, solo un istante e con le parole..."anche io ti desidero, ti voglio..."seppur dettate da una infame afa ormonale agostiana, seppur bisbigliate quasi volendole negare, mi proiettano sulle sue labbra.
Le nostre parole si fanno diverse, i toni cambiano, ma sono i sospiri che le rendono diverse, è quel confine tra le dolci tenerezze e la brama di intimo calore, il desiderio di sentirsi addosso l'uno all'altro, assaporando la realtà che sogno.
Le parole si fanno diverse, i sospiri accentuati svelano un piacere quasi perverso, ho sempre tenuto lontano quella fantasia, da webcam, da chat nottambule, le ho sempre giudicate squallide, non appaganti, amplificatori del senso di solitudine, ma in quel momento la mia testa, il mio spirito, tutto il mio ardore era con lei, accanto a Lei, cercando di farle sentire il più possibile a cosa avesse condotto tutto ciò.
Sospirarsi addosso, mandarsi baci come ragazzini inquieti, immaginare insieme piccanti acrobazie ed immaginarsi insieme, potersi guardare negli occhi, lei ha bisogno di fisicità, io ci provo e cerco di farlo nella maniera più dolce e lieve che posso, ma la mia stupida mente va oltre, mette in quelle parole dei pensieri, pericolosi, se ne va per un'altra via.
Quelle cose dette tra due lenzuola, io qui e tu li, sature di un caldo umore, testimoni di minuti di eccitazione e di un attimo di esplosiva appagante felicità, sentirti raggiungere il piacere gemendo silenziosamente come una adolescente nell'intimità della tua stanza, tutto questo avrebbe dovuto portarmi all'orgasmo, mentre invece mi ritrovo con gli occhi lucidi, felice del Suo piacere, perso mentalmente, confuso nei sensi contraddittori, eccitato come da molto non accadeva ma con la tristezza di non averla accanto, di sapere che sarebbe stata sicuramente meglio se io fossi stato con lei, forse, mi piace pensarlo, mentre son certo di quanto la desiderassi io accanto, davvero
Non mi aspetto tanto dal suo tenero lasciarsi andare alle mie parole, e forse inconsciamente so che sarebbe un bene necessario per la mia psiche!
È come se lei accettasse il compromesso, lasciarmele pronunciare concedendomi di ascoltarle.
È qui che comincia la lotta nella mia testa, tutto precipita e si complica, lei li io qui, lontani, sue priorità imprescindibili, responsabilità, doveri, oneri, un grosso macigno che la allontana ancora di più, e se solo sapesse che le sue sole poche nascoste, spesso non dette parole son bastate per togliere il mio cuore dal mio petto e farlo entrare nel suo.
Vorrei non desiderarla così tanto.
Credo di essere pazzo
Lei lo sa, lei ora sa che io sto scrivendo, questo mi imbarazza, mi inibisce, rende le ciò che scrivo più impalpabile, meno vero, tant'è che mi sforzo molto nel cercare di ricordare dettagli e scordare che lei forse un giorno leggerà tutto questo.
Ciò che sto facendo ora è solo mantenere un dettagliato ricordo di ciò che forse un giorno avrò dovuto o avrò voluto dimenticare, magari per forza.
Quel suo modo di fare mi da col tempo modo di pensare che sia un bene che lei stia con i piedi per terra, dopo aver valutato che quella "scissione" proprio non mi viene, e lei non mi ha certo aiutato inconsapevolmente nel cercare di attuarla, io dal canto mio dopo un po ho ceduto ben volentieri ai toni delle sue parole dimenticando l'intento, cominciando così ciò che mi spaventava, mi spaventa.
Mi sono fatto trascinare dai toni pacati, limpidi che accompagnano un'immagine adeguata a quei toni stessi, ho smesso di essere ponderato attento, moderato verso i miei pensieri, volando su spiagge tropicali, vicoli romani, tramonti, tra sorrisi di felicità condivisa, risate smodate prendendosi in giro, sguardi dolci e baci rubati sulla sponda di un fiume tra i boschi, respirando col cuore quel profumo che credi l'essenza del tuo eterno cercare.
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